Balilla

martedì 26 aprile 2022

 Siamo un popolo di annichiliti dai fatti del mondo

Friedrich Nietzsche in uno dei suoi più celebri saggi dice che il nichilismo si manifesta quando i valori supremi dell’essere umano si svalutano. Significa che viene meno lo “scopo”, che vengono meno le risposte alla fatidica domanda «perché?», presupposto indispensabile a qualsiasi evoluzione umana. In parole povere, significa che prevale l’annichilimento delle coscienze, e che vengono meno quelle certezze per secoli ritenute incrollabili, quei capisaldi rappresentati proprio da quei supremi valori che, nel lungo percorso della Storia umana, hanno rappresentato l’incentivo ad andare avanti, a crescere, a migliorarsi, a lottare per il futuro. L’essere umano è alla costante ricerca della sicurezza. Vuole sicurezza sul posto di lavoro,, nelle relazioni di coppia, all’interno della propria famiglia, con i proprio risparmi… il che è logico, poiché il nostro scopo principale è sopravvivere.
Quando ci preoccupiamo per qualcosa, crediamo che, in questo modo, riusciremo a prevenire circostanze spiacevoli che potrebbero presentarsi nella nostra vita. Il problema, però, è che finiamo per diventare ossessionati dalla certezza, il che ha terribili ripercussioni sulla nostra salute emotiva.
È evidente che nella vita si hanno certe responsabilità ed è quindi necessario occuparci al meglio delle questioni che ci riguardano. Tuttavia, bisogna fare una chiara differenza tra l’occupazione e la preoccupazione. Occuparsi di qualcosa significa adottare un atteggiamento attivo che tende a trovare delle soluzioni, ma ricordandosi sempre che esistono cose che sfuggono al nostro controllo e che ciò non cambierà mai, per quanto possiamo preoccuparcene e riempirci d’ansia.
D’altra parte, invece, preoccuparsi significa occuparsi in anticipo, viaggiare con la propria mente verso il futuro, verso ciò che ancora non esiste e situarsi nella peggiore situazione possibile, il che fa nascere un’ansia esagerata che non fa che bloccarci.
La vita di noi umani è troppo corta per tutto questo,è per questo che il futuro non può essere qualcosa di materiale… ma qui si passa ad un’altro tipo di liberazione.

domenica 13 febbraio 2022

 SIAMO ALLA FOLLIA

Siamo ancora una volta  alla vigilia di una guerra dalle conseguenze imprevedibili, che vedrà coinvolte le potenze occidentali (quante ancora non è dato sapere) NATO e America contro Russia.

Non oso pensare alle consequenze ,economiche, geopolitiche,e anche di vite umane.

Ma che cos’è la “guerra”? Volendo semplificare, ogni forma di guerra è una lotta armata e sanguinosa che si svolge fra Stati o fazioni di uno stesso Stato (<<Guerra civile>>), con lo scopo o di abbattereatterrare l’avversario, sconfiggerlo, rendendolo impotente, impossibilitato a rinnovare la lotta, e di imporgli la pace che si vuole.

Come ha scritto L. Bonanate: “ Tra tutti gli eventi che hanno contrassegnato la storia dell’umanità, nessuna ha altrettanta importanza della guerra: nulla provoca un così grande impiego di vite umane, di risorse economiche, di distruzioni materiali, di devastazione di luoghi (naturali e costruiti), per la semplice ragione che essa consiste nell’applicazione della maggiore violenza possibile che è ritenuta necessaria al fine di piegare la volontà di un avversario.” In effetti, pensiamo che la sola seconda guerra mondiale produsse circa 50 milioni di morti, altrettante furono coinvolte nello sforzo bellico, intere città (Dresda, Hiroshima ecc.) vennero completamente distrutte …

Oggi lo sviluppo della tecnica e della scienza applicata agli armamenti ha reso possibile la distruzione della civiltà e dell’intera specie umana. Oggi più che in passato gli uomini giocano con il fuoco, la posta è assoluta: la possibilità di mettere la parola fine all’avventura umana sulla Terra.

 

Chi vuol esser lieto sia del domani non c è  certezza.

Nulla di più attuale da modellare ai giorni attuali, mi viene in mente una cosa che ho letto  di un personaggio chiamato LaoTzu molto amato in Cina. Non è chiaro se sia davvero esistito oppure se si tratti di una figura inventata, ma a lui sono attribuiti numerosi proverbi e aforismi che attraverso poche semplici parole sono in grado di rivelare grandi verità e lezioni di vita. Una delle mie preferite è questa:

Se sei depresso stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Sei sei in pace, stai vivendo nel presente

È incredibile quanto sia attuale al giorno d’oggi questa sua massima, elaborata più di 2500 anni fa. L’incapacità dell’essere umano di concentrarsi sul momento presente è infatti palese: ognuno di noi tende (ed è spinto dalla società in cui viviamo nel farlo) a rivolgere sempre la mente al passato o al futuro.

Chi propende per la prima opzione, rischia di cadere nella depressione, perché il passato non torna. Chi ha sempre la testa al futuro, invece, è vittima di ansia perché del domani non ha alcuna certezza.

Secondo Lao Tzu, chi riesce invece a vivere a pieno nel presente trova una forma di felicità semplice ma certa. Valeva ai suoi tempi, più di due millenni fa, ma a ben pensarci, vale anche oggi se lo attuiamo  ancora di più.

È  un pochino quello che viviamo ora sempre preoccupati  del futuro, nostro, dei nostri figli, della nostra vita in generale a vivere il presente non è facile. Nessuno può dire il contrario, specialmente se intorno a te hai persone che non hanno mai rischiato e ti spingono a prendere sempre la strada più sicura, per quanto lontana dalla tua felicità

Nella vita bisogna sognare sempre a qualunque età anche se stai per morire, perché chi non sogna si inasprisce, diventa cinico, insensibile e triste

Sei intrappolato in un lavoro detesti? Chiediti perché lo odi così tanto. Quali sono i fattori che ti fanno alzare al mattino di cattivo umore all’idea di passare otto ore in ufficio. Poi, con calma e attenzione, prova ad eliminarli, o per lo meno a ridurre l’effetto che hanno su di te, prova sempre a fare ciò che ami nella vita; se proprio non puoi tenta almeno di amare ciò che fai.

In ogni caso, ricorda sempre che questa vita è un treno che si muove in una sola direzione: avanti

Non vivere nel passato e non confidare nel futuro: goditi il viaggio, ora.

domenica 26 aprile 2020

Corona AVVISO


Dopo tutti i guai che abbiamo ci mancava anche il coronavirus.  il virus che sta fermando l’economia mondiale e non solo, e facendo anche una bella strage di esseri umani.
Una miriade di professori e “azzeccacarbugli” mai visti e mai sentiti, si scatenano sui media per dare la loro eccellente opinione. Strategie militari, errori di laboratorio, fughe di alieni…ci sono ipotesi di ogni tipo, così come è accaduto un po’  anche per tutte le epidemie della storia
Forse, questo succede per tentare di dare una spiegazione razionale a un fenomeno incontrollabile, o forse perché spesso la verità non è così rintracciabile alla luce del sole, e va cercata in meandri più oscuri
D’altronde, la pandemia ha generato sì paura nella popolazione mondiale, ma anche uno spiccato sense of humor in alcuni utenti, e diventa davvero complicato distinguere le bufale dalle informazioni che nascondono notizie o considerazioni interessanti.
Nessuna ipotesi è supportata da prove certe, ma alcune meritano di non essere sottovalutate, anche perché io, detto fra noi, non mi meraviglierei più di  nulla
Per compensare questo divario dobbiamo supporre che ci sia un complotto dei potenti volto a provocare l’epidemia, con uno scopo preciso: imporre nuovi vaccini o abbassare il numero di abitanti del Pianeta.
A tale scopo siamo spinti a cercare dati che confermano queste ipotesi, ignorando quelli che le smentiscono (bias di conferma); grazie anche alla facilità con cui otteniamo informazioni in rete sull’argomento, a prescindere.   
Si parte dall’ipotesi che debba esserci  per forza qualcosa di grosso, che compensi il fatto che questa epidemia sia partita da una potenza mondiale. Si arriva quindi a cercare solo i dati che confermano il pregiudizio; non importa se presi da contesti diversi. ,
Se volete sapere che opinione mi sono fatto  è che stanno vomitando un mare di cazzate  il virus si è formato e basta,  e adesso sono “cazzi”  per debellarlo come sono state anche nel passato  le altre pandemie, a forza di cambiare stili di vita, abitudini, mestieri, inquinamenti vari, anche la natura vivente cambia per adattarsi per continuare a  vivere e moltiplicare.
E’ la legge della natura fino a quando ebri di onnipotenza, ci distruggeremo il pianeta, solo allora saremo sicuri di abbattere virus,malattie, e tutta la vita annessa e connessa  .
E adesso chiusi nelle nostre casette di pandora  aspettiamo che passi, come un grosso temporale d'agosto, sperando che a te non tocchi, anzi sembri certo...Non vorrei cari amici che il  nostro Padre Eterno nella sua infinita bontà voglia averci dato con questo un bel Corona_avviso.

mercoledì 31 gennaio 2018

Conoscere chi ti sta davanti

Avete mai pensato incontrando per la 1° volta una persona e pensare dentro voi che tipo sia?
Cosa pensa di te?
Cosa devo fare per comportarmi in un certo modo?

Alcuni consigli quando che incontri qualcuno, dai un occhiata per prima cosa ai suoi occhi e ..
1.      Se li ha piccoli cerca di non dire qualcosa fuori luogo e non prenderti troppa confidenza

2.      Se ha gli occhi grandi apprezzerà la tua voglia di fare amicizia 

Se trovi qualcuno che cammina in maniera sgraziata e scomposta, e magari inciampa da qualche parte mentre cammina, allora stai pur certo che si tratta di una persona estremamente fantasiosa e creativa. Spesso ha lo sguardo verso l’alto e una mentalità scientifica.
Questi individui adorano parlare delle proprie passioni, quindi fai una domanda aperta su ciò che gli piace e diverrai i loro migliore amico.
·         Se qualcuno strascica i piedi a terra, cammina lentamente e ha lo sguardo basso probabilmente è un pessimista. Non gli dare troppo conto se ti dice che qualcosa non si più fare…

·         Se invece qualcuno ha una falcata ampia e decisa, oscilla molto le braccia e calca i piedi a terra sai che è una persona irascibile e spesso molto emotiva.

·         Se infine vedi qualcuno che cammina lentamente, ha la schiena dritta e lo sguardo in avanti ed oscilla le braccia(a volte anche troppo) si tratta di persone sicure di sé, spesso leader del gruppo.



Qua la mano piacere.......

Dalla stretta di mano, secondo Marco Pacori, esperto di linguaggio del corpo, puoi riuscire ad individuare un solo tratto del carattere di un individuo, ma sia secondo lui che secondo me, è il tratto più importante:
La Dominanza.
Infatti da come qualcuno ci stringe la mano capiamo la sua attitudine a comandare e a esser leader. Potrai dire:
“Ma che mmeenefrega amme!”
La verità è che una volta capito se davanti hai un tipo dominante o no, potrai capire diverse cose su di lui:
Se è un dominante:
1.      Non considera importante fare amicizia con te.

2.      E’ disposto a litigare pur di far valere le proprie opinioni.

3.      Se è il caso, tenterà di far valere le sue opinioni sulle tue.

4.      Non ha difficoltà a scegliere ma le ha nel darti fiducia.

Se invece non si tratta di un NON dominante:

1.      Tiene alla discussione e spesso ti darà ragione.

2.      Odia trovarsi in situazioni scomode.

3.      Per lui è difficile fare delle scelte.

Una stretta di mano dominante ha una di queste caratteristiche (una basta e avanza):
1.      Tende a ruotare il polso cosicché la sua mano sia sopra la tua

2.      Ti  mette una mano sulla spalla

3.      E’ forte e vigorosa

Attenzione però, se la stretta è troppo forte forse si tratta di un esibizionista più che di un dominate.

Invece un Non dominante:

1.      Ha una stretta di mano debole.

2.      A volte offre solo le dita.

3.      È spesso sudata.

Anche qua, se qualcuno ha la mano sudata non vuol dire assolutamente niente, ma potrebbe essere un segnale.


Quindi amici miei...


·         Il nostro aspetto è determinato in parte dal nostro carattere

·         Se incontri qualcuno che ti stringe la mano da dominante cerca di farti percepire come degno di rispetto (così da non farti sopraffare) e dovrai aspettare molto prima che si fidi di te

·         Se la sua stretta di mano è da NON dominante sappi che non avrà problemi a fare amicizia ma ne avrà a scelgiere qualcosa

·         Se il tuo interlocutore ha gli occhi grandi raccontagli delle novità e si amichevole

·         Se ha gli occhi piccoli stai attendo a non esagerare e sii  molto preciso se devi vendergli o convincerlo di qualcosa

·         Se qualcuno cammina in maniera sgraziata e inizi a chiedergli delle sue passioni lo farai felice

·         Se qualcuno invece ha una falcata calcata, veloce ed ampia si che si potrebbe arrabbiare facilemente

·         se invece qualcuno oscilla molto le braccia e cammina fiero è un leader, imita la sua camminata

Secondo uno studio   pubblicato recentemente su una rivista accreditata, ilComputational Biology, questo tipo di correlazione tra carattere e aspetto fisico è così forte che la nostra mente la capisce prima di noi.

Se domani incontri qualcuno con gli occhi grandi il tuo cervello lo ha già catalogato come una persona curiosa e aperta alle novità.

Prima di smettere però ti porgo una sfida.

Anziché lasciar scorrere queste mie confidenze e aver sprecato gli ultimi dieci minuti della tua vita fai quest’esercizio. Dovrai individuare il carattere delle prossime 5 persone che incontrarai. in modo da esercitarti e sopratutto far entrare queste conoscenze che hai appena letto nel tuo cervello e non farle uscire più.
E diventarai una specie di Sherlock Holmes.
Per finire, una nota importante…
Queste sono regole generiche e probabilistiche: significa che sono probabilmente vere, ma non sempre. Un solo segnale non è mai sufficiente per valutare il carattere di una persona, e dovresti averne almeno tre o quattro prima di azzardarti a fare un’analisi di questo tipo.
Quindi quando incontri una persona per la prima volta non sarà molto facile definirla, ma ti consiglio di tenere a mente ciò che ti ho appena detto perchè potrà esserti molto utile, come lo è stato a me-

lunedì 26 settembre 2016

Accoglienza un paio di palle!

Uscendo dal lavoro i pausa pranzo,   vado a prendermi un panino, sulla porta  del bar un giovane di quasi due metri robusto scultoreo con un costoso cellulare in mano, appena gli sono a tiro mi blocca e dice: amigo  amigo, io fame dare qualcosa a me, ti prego!!
Va bene vado a mangiare vieni ti pago un panino come mangio io!
Ma lui vuole i soldi e insiste “ dai capo io venuto da guerra avere figli, dare soldi per loro!
Sei un profugo?  Bravo Si si io profugo, si si dare qualcosa a me io avere 5 bambini…
Allora non ti do nulla prendi già i soldi per vivere dal governo 33 euro al giorno..quasi quanto guadagno io!
Quando vede la mal parata comincia a parlare nella sua lingua sputa per terra ai miei piedi e con lo sguardo cattivo e pieno di odio se ne va.
Accoglienza?  Accoglienza un paio di palle!
I 33 euro destinati dal Governo al mantenimento a sbaffo degli immigrati avrebbero fatto comodo a tantissimi poveri pensionati, a numerosi padri di famiglia costretti ogni giorno ad andare a mendicare un tozzo di pane alla Caritas perchè senza lavoro e senza reddito alcuno. Questa situazione che vede lo stato mantenere persone peraltro irriconoscenti è diventata intollerabile, e serve a far diventare indifferenti anche chi indifferente non lo è affatto.
Non ci si meravigli pertanto se i nostri concittadini sono sempre più amareggiati da questa diversa parità di trattamento: la verità è che non se ne può più di assistere a queste proteste da parte di chi riceve 33 euro al giorno e sa solo lamentarsi. Io ritengo che coloro che, mantenuti dall’ Italia, e si lamentano perchè mangiano e dormono male, non debbano trascorrere un giorno in più in territorio Italiano e vadano immediatamente rispediti nei loro rispettivi paesi.
Perché vedete quelli che si lamentano non sono i profughi che, poveri cristi, vengono da situazioni di guerra e martirio, ma gli altri avventurieri che già con piani  ben strutturati e soldi al seguito cercano di sfruttare l’eldorado Italia dove tutto è permesso e tutto è possibile, aiutati da persone che hanno interessi e che poi li collocano in grandi città   dove possono disperdersi nelle varie comunità cittadine, dove, arrivati in Italia come profughi campano alle nostre spalle da decine d’anni facendo arrivare mogli, figli, genitori anziani che percepiscono a carico degli italiani anche la pensione, grazie anche ad una bella legge fatta dai nostri politici. Il lavoro che sanno fare? Certo prepararsi per la guerra SANTA che faranno nei nostri confronti.

Ha ma tu sei razzista, non sono tutti così!  Vergognati !  


Si e vero mi vergogno, mi vergogno sopratutto di essere in una società che ha spalancato le porte a qualunque plebaglia, senza il minimo controllo con  il risultato  che in Italia sono arrivati tutti: gente disperata, affamata e forse meritevole di essere soccorsa, ma anche fior di delinquenti con l' attitudine a garantirsi la sopravvivenza pascolando sui terreni della criminalità, magari aggregandosi agli eserciti occulti del terrorismo.

mercoledì 3 agosto 2016

DIVERSAMENTE......

Che cosa significa per ognuno di noi la parola diverso?
Si, ci immaginiamo delle persone non troppo fortunate che hanno un handikap e non possono
svolgere (o lo fanno con difficoltà) le funzioni normali della vita vissuta.
Vengono così definiti diversamente abili.
Però  se ci pensiamo bene, anche i ricchi sono diversi dai poveri ,un operaio che non arriva alla fine del mese è un diversamente ricco.
Un ricco che non sa come spendere il suo patrimonio è una persona infelice che non  riesce a impoverirsi,quindi è un diversamente povero.
Poi i brutti sono diversamente belli,chi lo dice che so brutti!
I belli   sono diversamente brutti,e cosi si potrebbe continuare ....
Ma la cosa che mi fa rabbia non è il diversamente, ma il dovere trovare nel proprio simile qualcosa che lo faccia essere meno di te, e che per essere "normali" dobbiamo soddisfare certi requisiti standard,far pesare che tu confronto a me sei un soggetto inferiore, e siccome io non posso dire che sei un disgraziato  dico che sei diversamente questo, diversamente quello.
Ma cari amici miei , noi ringraziando Dio siamo tutti diversi l'uno da l'altro,(e meno male) siamo delle copie uniche anche se vogliamo farci credere di essere tutti in un modo o tutti in un'altro. Ognuno di noi ha delle particolarità che l'altro neanche si immagina, che è utile all'evoluzione della   nostra vita compresa quella di coloro che si credono "non diversamente",ciò serve a temprarci, a capire, a essere diversamente cattivi,diversamente avidi,diversamente stronzi.
Per questo quando sentiamo la parola diverso non ci dobbiamo rammaricare, non dobbiamo aver paura di esserlo, ma bensì la paura è semmai di essere   uguale a tutti gli altri.